Risi e Bisi

I Risi e bisi sono un tipico piatto della cucina veneta, dove i bisi, ossia i piselli, vengono prima rosolati in padella con olio,  pancetta e cipolla, e poi uniti al riso cotto a parte e scolato abbastanza al dente. E’ un piatto ideale per il periodo invernale in quanto va servito caldo. Ingredienti 400 gPiselli 300 gRiso 1,5 lBrodo 50 gBurro 1 cucchiaio Olio di oliva extravergine 50 gPancetta 1/2Cipolla q.b. Prezzemolo tritato 4 cucchiai Parmigiano grattugiato Preparazione Sbucciate la cipolla e tagliatela finemente, quindi lavate con cur il prezzemolo, asciugatelo e tritatelo aiutandovi con una mezzaluna. Infine tagliate la pancetta a dadini. A questo punto prendete una casseruola e mettete gr. 20 di burro, l’olio e il trito di pancetta, cipolla e prezzemolo. Fate imbiondire il tutto mescolando e avendo cura che nulla bruci. Una volta che il trito sarà imbiondito, potete aggiungere piselli. Fateli cuocere a fuoco…


La prelibatezza bianca e verde di Verona

di Wally Massimo Germoglio è il significato dell’antico persiano “asparag” che diventa “aspharagus” in greco e giunge a noi come “asparagus officinalis” o più semplicemente asparago. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle liliacee, come l’aglio e la cipolla. Sembra che questa deliziosa presenza sulle nostre tavole arrivi dalla Mesopotamia, dove secondo alcuni studiosi, si trovava il “paradiso terrestre”. L’asparago dalla Mesopotamia si sarebbe poi, in epoche antiche, diffuso anche nelle regioni temperate. Ci sono prove che fosse conosciuto in Egitto e che da lì si fosse diffuso in tutto il mediterraneo. Allora era usato perlopiù per le sue qualità medicamentose e terapeutiche, ma piano piano si iniziò a farne uso in cucina, raccogliendo successi e onori fino ad arrivare ai nostri giorni. Già nel 200 a.C. i Romani avevano dei manuali in cui ne descrivevano minuziosamente la coltivazione. L’asparago fu citato da Teofrasto, Catone, Plinio il Vecchio…


E L’IRIDE SCELSE CORTINA

di Enrico Andreoli Dopo cinque tentativi andati a vuoto (per il 2013, 2015, 2017 e 2019) il capoluogo ampezzano ottiene dalla Federazione Internazionale di Sci (FIS) un meritato sì. Organizzerà i Mondiali di Sci Alpino del 2021. La nota località turistica già fu sede in passato della manifestazione: nel 1932, 1941 e 1956. Dal 2005 a Bormio (Sondrio) la massima competizione mondiale non tornava sui picchi italici. Due sole nuove opere sono in programma: la pista Anton Sailer, sul Col Drusciè, per le gare di slalom speciale – maschili e femminili – e la strada di accesso al traguardo di Rumerlo. L’attuale pista Olimpia sarà riservata alle gare femminili, mentre la nuova Vertigine Bianca (realizzata collegando piste già esistenti) ospiterà le prove veloci maschili e la Labirinti lo slalom gigante. Il plan prevede inoltre la riqualificazione della ex stazione e della pista da bob. «Raccogliamo finalmente i frutti di un…


La nuova app. casa di cura Dott. Pederzoli di Peschiera

di Enrico Andreoli PESCHIERA DEL GARDA (VR) 20 Gennaio 2016Novità tecnologica rilevante per la Casa di Cura  del Garda (VR). Dal 1° aprile 2015 le prescrizioni di esami e di visite specialistiche sono divenute digitali con la conseguenza che ora un promemoria bianco sostituisce la tradizionale ricetta di colore rosso.La struttura benacense, mettendosi al passo con le innovazioni tecnologiche del Regno di Ippocrate, ha posto a disposizione dell’utenza un nuovo metodo di prenotazione, facile, rapido e “responsivo” attraverso pochi e semplici tocchi sul proprio telefono smartphone. In un mondo sempre più veloce ed innovativo anche la salute privata con maggiori indici di efficienza e rassicurante riscontro a favore del paziente, si dirige verso un futuro sempre più a portata di click e touch (per abbattere lungaggini e disguidi), ma senza dimenticare il “tocco” umano del medico curante.La “App Pederzoli” (www.cdcpederzoli.it/app/index.php) consente di evitare le attese telefoniche, permettendo anche la trasmissione…


A volo di rondine su vinitaly e dintorni cinquant’ anni di vino

di Stefania Marcolini   A Verona quest’anno il vinitaly è cominciato prima della famosa data di domenica 10 Aprile.   Sabato 9 Aprile con denominazione “fuori fiera”o “vinitaly in the city” ci sono state diverse manifestazioni di cui quattro circuiti brevi da novanta minuti nelle strade del centro storico della nostra bella città in onore del vino bianco di soave e due circuiti sempre nei meandri storici della città per assaggiare il vino rosso del valpolicella. Accompagnando il tutto da goloserie tipiche del territorio: da salami fatti in casa, alla polenta e fughi trifolati, al famoso “nodino d’amore” di valeggio sul mincio…altri due circuito di tre ore uno per onorare il vino di soave e l’altro sempre per degustare il valpolicella.accompagnati anch’essi da cibo appartenenti al nostro territorio le tappe andavano da castel san pietro sulle torri celle ove il calice di vino si univa a un tramonto stupendo ove…


Murano: il cromato regno di cristallo

di Enrico Andreoli MURANO (VE) – Addentrandosi nella immensa e prospera Laguna della Città del Doge, in direzione nord-est, si approda (lungo il canale dei Marani) in una piacente e variopinta isola, casa madre di botteghe di capolavori, grandi e piccoli, di un’arte secolare e fascinosa come quella vetraria. Essa è Murano. Composta a sua volta da sette isole minori, divise da navigli e rii e collegate tra loro da numerosi ponti, la civitas fa derivare il proprio nome dal latino Amurianum (o Ammurianum), si pensa una porta od un rione della antica città romana di Altino (situata un tempo sulla palus veneta). Qui si ritiene che gli abitanti si siano rifugiati al fine di sfuggire all’invasione degli Unni. Annus domini: 453 d.C. Il primo atto formale che comprova l’esistenza della cittadina (Amuriana) risale all’846. Al tempo l’isola godeva di un certo grado di autonomia, in quanto a livello amministrativo…


Mandorlato e torrone prove di gemellaggio

di Enrico Andreoli COLOGNA VENETA (VR), CREMONA 3 Dicembre 2015 Il Mandorlato incontra il Torrone. Durante l’ultima Festa del Torrone in terra lombarda (a Cremona dallo scorso 24 ottobre al 29 novembre), l’oro bianco di Cologna Veneta ha fatto la sua comparsa tra gli stand della manifestazione grazie ai coniugi Margherita Bisognin e Daniele Faggian, della pasticceria Bisognin. I rappresentanti pasticceri del Nord-Est alla kermesse (300 mila partecipanti), assieme agli altri 50 espositori d’élite affollanti la centralissima Piazza Stradivari, hanno “snocciolato” i prodotti tipici del crocevia “antico veneziano” della pianura padano-scaligera sudorientale: il Mandorlato Dorato e il Nocciolato. Sebbene alcuni ingredienti base siano i medesimi (albume d’uovo, miele e zucchero) tra il Torrone e il Mandorlato risiede un abisso in termini di preparazione, impasto e cottura. Il dolce cremonese ha conosciuto un grande successo internazionale, grazie a marchi quali “Sperlari”, mentre la pietanza colognese rivendica la sua artigianalità e radicamento…


Punto Cologna: Il salvataggio di un merletto

di Wally Massimo E’ il 1602 quando a Cologna Veneta, in provincia di Verona, ma posizionata strategicamente ai confini di tre province (Verona, Vicenza e Padova) arrivano da Venezia, con lo scopo di educare le fanciulle al lavoro manuale e artistico, alla preghiera, alla meditazione e alla disciplina, un gruppetto di suore cappuccine. Cologna Veneta, i cui cittadini erano cittadini veneziani, era già aggregata al sestiere di Dorsoduro da poco meno di duecento anni e ci sarebbe rimasta per altrettanti. L’interesse che Venezia poneva in questo lembo di terraferma non era solo di ordine politico-militare, ma soprattutto di risorse agricole. La zona era vocata per la coltivazione della canapa, che a Venezia serviva per la produzione di cordame necessario per la sua flotta navale. In tutto ciò era facilitata da una via preferenziale che sfruttava il corso, in entrambi i sensi, del fiume Guà, per mezzo di chiatte. Le suore…