LA RAZZA DI BOLCA E GLI ULTRAVIOLETTI

di Enrico Andreoli

Museo Geologico Giovanni Capellini dell’Università di Bologna: qui sono conservate due delle razze fossili (Tethytrygon muricatus) estratte circa duecento anni fa dalla ‘Pesciara’ di Bolca, in provincia di Verona. Ma per comprendere meglio ciò di cui parleremo occorre risalire al mese di maggio del 2012, quando l’Emilia-Romagna venne investita da un potente e distruttivo terremoto. L’evento sismico aveva danneggiato in parte alcuni fossili del museo bolognese e nel medesimo periodo gli studiosi dell’ateneo li stavano restaurando. Proprio allora, uno dei due bellissimi citati esemplari di razza di mare vissuto durante l’Eocene attirò l’attenzione dei ricercatori, i quali con una luce ultravioletta individuarono in corrispondenza dell’area in cui si trovava l’utero del pesce quattro piccole uova. La scoperta, unica nel suo genere in quanto le uova in questione sono le prime mai documentate, è stata pubblicata nel 2019 sulla rivista scientifica Journal of Vertebrate Paleontology, la quale ha definito il sito di Bolca tra i più importanti della paleontologia a livello mondiale. «E’ la prima volta che vengono trovate uova fossili di batoidi, il gruppo di pesci a cui appartiene la razza, ancora nel corpo della madre», spiega il ricercatore Federico Fanti, uno degli autori dello studio insieme a Gabriele Mazzuferi (Museo Geologico Giovanni Capellini) e Giuseppe Marramà (Dipartimento di Paleontologia dell’Università di Vienna). «La ricchezza di testimonianze fossili presenti nella zona di Bolca, che anticamente era coperta dalle acque, testimonia la rinascita degli ecosistemi marini» osservano i ricercatori. «E’ proprio grazie ai raggi ultravioletti che oggi è possibile scoprire aspetti di un fossile che al microscopio non sono evidenti. Questa scoperta prova che l’apparato riproduttivo della razza di 50 milioni di anni fa è molto simile a quello attuale» afferma Roberto Zorzin, conservatore della sezione di Geologia e Paleontologia del Museo civico di Storia Naturale di Verona e direttore degli scavi nei siti paleontologici di Bolca. Da circa una decina di anni Roberto Zorzin, Giuseppe Marramà, Jurgen Kriwet di Vienna, Giorgio Carnevale di Torino, Alexander Bannikov di Mosca e altri ricercatori oltreoceano hanno creato un gruppo di lavoro per lo studio di flora e fauna fossile di Bolca e che grazie alle nuove tecnologie forniranno al mondo scientifiche altre scoperte. La fatalità che ha condotto a questa scoperta altro non fa che rinsaldare la grandezza del «regno della Famiglia Cerato», così prezioso per comprendere le origini del nostro pianeta. C’era una volta nel Veneto preistorico…

image_pdfimage_print

Be the first to comment on "LA RAZZA DI BOLCA E GLI ULTRAVIOLETTI"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*