Cinquecento “angeli” volontari che ripuliscono Venezia

VENEZIA. “Io sono appena arrivato a Venezia. Dov’è che c’è più bisogno di aiuto, alla Querini?”. “Serve una mano anche per i prossimi giorni? Io sono di Padova ma vorrei contribuire”.  Si susseguono a centinaia, sul gruppo Telegram ‘volontari Venice Calls’, i messaggi dei ragazzi che aderiscono all’appello dell’associazione nata nel 2018 per fornire aiuto concreto, e gratuito, ai veneziani in difficoltà, soprattutto in queste occasioni, con l’alta marea entrata in case e negozi. Gli ‘angeli dell’acqua alta’ sono già tantissimi: 551 le adesioni raccolte nel gruppo che usa Telegram per fissare gli appuntamenti, coordinare le operazioni, indicare gli indirizzi dei luoghi in città dove serve una mano per prosciugare primi piani allagati, spostare masserizie, raccogliere, e inviare al riciclo, i rifiuti creati dalla mareggiata. Il gruppo direttivo dei Venice Calls formato da sette giovani veneziani, ha la sede operativa in campo Santa Margherita. Molti sono studenti, ma si aggiungono pensionati, professionisti che vogliono dedicare qualche ora al volontariato. “Abbiamo quasi 500 persone in giro per Venezia oggi – spiega Piero Risica, 25 anni, portavoce dell’associazione – Dopo l’acqua alta dell’altra notte ci siamo ritrovati in tutta fretta in Campo Manin, per coordinare gli interventi, e siamo partiti”. Il lavoro principale nel post-mareggiata, spiega Risica,è stato quello di coordinare le operazioni di raccolta dei rifiuti. “Sì perché – osserva – i commercianti stavano compiendo il solito madornale errore di buttare tutto in strada: sarebbe finito tutto in laguna. Lavoriamo in coordinamento con la municipalizzata Veritas, chiedendo loro l’invio dei barchini sui quali caricare le immondizie che, così, possono essere avviate al sistema del riciclo, anziché essere smaltite in modo indifferenziato”. In questi due giorni gli ‘Angeli dell’acqua alta’ hanno raccolto quasi due tonnellate di rifiuti. I ‘Venice Calls’ si riconoscono per la maglietta e la spilla con il logo dell’organizzazione. L’emergenza oggi è l’acqua alta. Ma da quando nata, nel 2018, l’associazione che vuole “ripristinare la cura e la tutela della città”, ha promosso altre giornate di mobilitazione, per la pulizia dei canali e delle calli – “Scova e scoasse” – o la ripulitura dei muri di Venezia dai graffiti. (La Nuova Venezia)
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