La rievocazione della pace di Paquara del 1233

di Enrico Andreoli

Gli scorsi 8 e 9 giugno 2019 il sole splendeva sui figuranti in abito medievale che, a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, hanno preso parte alla rievocazione della storica Pace di Paquara. Quello stesso sole presenziò nella primavera del 1233 alla tregua di saccheggi, emigrazioni, uccisioni e vendette della lotta tra Guelfi (che appoggiavano il Papato) e Ghibellini (di sostegno all’Impero), quanto mai risoluta in questi territori, culminata appunto nella Pace di Paquara. L’artefice della Paquara fu Fra Giovanni da Schio, che in quel periodo stava emergendo per capacità oratorie e spessore politico. Alla fine del luglio 1233 il frate domenicano tenne un comizio a Verona, infondendo al popolo l’entusiasmo per la pace tra la fazione dei Guelfi e quella dei Ghibellini: di lì a poco – più precisamente domenica 28 agosto dello stesso anno – organizzò una festa della pace senza pari, un raduno di rappresentanti di tutta l’Italia del Nord nel nome della generale fratellanza: raduno che egli convocò nella pianura di Paquara, sulla sponda dell’Adige a San Giovanni Lupatoto. Vi partecipò una schiera di principi della Chiesa con grande seguito: Bertoldo il Patriarca di Aquileja, i Vescovi di Verona, Brescia, Mantova, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Treviso, Vicenza e Padova; tra essi ricordiamo che Guala da Brescia e Guglielmo da Modena erano particolarmente legati a fra Giovanni; poi parecchi ecclesiastici di più alta importanza come l’arcidiacono Tancredi di Bologna e padre Giordano Forzatè da Padova; un esercito di chierici secolari e regolari della città e della campagna. Nell’occasione Frate Giovanni fece erigere un pulpito di legno e predicò sulle parole del testo “pacem meam do vobis, pacem meam relinquo vobis”. La rievocazione della Pace di Paquara, è organizzata dall’associazione locale Gsg Mombocar – in collaborazione con la Compagnia del Gardello ed è inserita nell’elenco delle Manifestazioni storiche e Palii del Veneto, col patrocinio della Regione oltrechè del Comune. Vi hanno partecipato oltre 45 compagnie in costume, delle quali 6 presenti col loro esercito, quindi 200 figuranti, in abiti ispirati al XIII e XIV secolo: si tratta della più numerosa “messa in scena” medievale d’Italia. I visitatori che hanno preso parte all’evento hanno potuto passeggiare in un vero e proprio villaggio del XIII secolo e osservare da vicino le ricostruzioni fedeli di armi storiche medievali e macchine d’epoca. Tra i personaggi che hanno animato la due giorni, giocolieri e falconieri. Inoltre sono state rievocate giostre medievali, competizioni di arcieri e balestrieri, danze medievali e musica con percussioni, scherma storica, sfide di cavalleria e di falconeria a cavallo. Le compagnie, provenienti da tutta Italia, con il loro “esercito”, hanno infine simulato le battaglie tra Guelfi e Ghibellini che hanno preceduto la cosiddetta Pace di Paquara. La proposta didattica per i più piccoli ha completato la manifestazione con laboratori di produzione artigianale di candele, pittura, creazione di saponette, scrittura medievale, tessitura e tintura delle stoffe. Molti gli stand di artigianato medievale. In sostanza lo scorso giugno San Giovanni Lupatoto ha rivissuto il “suo” Medioevo, con tutti i colori, i sapori e i personaggi che ne hanno fatto la storia. Un bel modo per far conoscere ai più giovani la vicenda della Pace di Paquara e la nobile figura di Fra Giovanni da Schio, per avvicinarli alla conoscenza della storia locale attraverso la rievocazione e la riproposizione di scene storiche in costume, di grande effetto ed impatto emozionale. La rievocazione della Pace di Paquara è a tutti gli effetti una pagina del passato aperta ai cittadini per attrarre la loro curiosità; a ricordo di un avvenimento di grande valenza storica come la Paquara rimangono comunque a San Giovanni Lupatoto la via intitolata e la lapide murata nella torre centrale della corte di Sorio dove si trova l’antica Chiesetta di Sorio.

Enrico Andreoli

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