Squalo spiaggiato e deceduto a Jesolo , si cercano le cause della morte

Squalo spiaggiato al lido di Jesolo sul tratto di arenile da piazza Mazzini a piazza Aurora. Una curiosità per i bagnanti, ma il palombo di oltre 1 metro suscita allarme e discussione tra gli esperti: «Può essere pericoloso». Intanto si cercano anche le cause della morte. C’è stato addirittura chi ha tentato di rianimarlo per più di mezz’ora in acqua, ma purtroppo non c’era proprio niente da fare poiché era già morto. «La carcassa portata dalle mareggiate dello squalo non sembra presentare ferite esterne», spiega Andrea Marin della Leidaa, lega animalisti e ambientalisti, «nel nostro mare capitano avvistamenti di squali “palombo” che ha una colorazione uniforme grigia o grigio-bruna sul dorso e bianca sul ventre. La lunghezza di questa specie può arrivare a superare anche i due metri. È uno squalo che raramente attacca l’uomo e non rappresenta alcun problema per i bagnanti. L’unica tesi che può giustificare questi episodi di spiaggiamento è quella dell’attuale normativa di pesca a maglie larghe; in pratica, essendo la rete a maglie larghe, i piccoli pesci riescono a scappare e i piccoli squali predatori li raggiungono a riva, trovandosi in difficoltà poi a riprendere la via del mare». Un altro biologo marino di Jesolo, Andrea Tomei è rassicurante: «È un cagnoletto, commestibile, spiaggiato forse perché preso all’amo rigettato in mare, oppure disorientato dalla corrente o ancora incagliato in una rete. Non c’è alcun pericolo, caso isolato che non indica neppure forme di inquinamento». Al Tropicarium Park di Jesolo, che ospita la mostra degli squali, gli esperti mettono però in guardia. «Abbiamo 3 esemplari nelle grandi vasche del Tropicarium», dice l’esperto biologo della sezione predatori, dottor Alessandro Mannina cui si appoggia il gestore Mauro Rigoni, «animale molto vorace, e vederlo mangiare è uno spettacolo, perché quando va in frenesia alimentare e per 5 minuti nuota velocissimo, raspando persino il fondo della vasca per trovare cibo. È un squalo presente nei nostri mari e purtroppo nel banco delle pescherie detto “palombo “può arrivare circa a 1, 50, non si sono verificati attacchi mortali. Sempre meglio non disturbarlo perché, pur essendo innocuo, un morso può essere sempre molto doloroso». Per ora è un caso isolato, non c’è un allarme squalo».  (la Nuova Venezia)

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