FEDERICA PELLEGRINI, REGINA DEI 200 STILE LIBERO

di Enrico Andreoli

GWANGJU (COREA DEL SUD) / SPINEA (VE) 3 Agosto 2019

Federica Pellegrini stupisce ancora il mondo. Ai Mondiali di nuoto a Gwangju (Corea del Sud), esattamente mercoledì 24 luglio, per la quarta volta nella sua carriera – dopo il 2009, 2011 e 2017 -, a 31 anni, è medaglia d’oro nella gara che da sempre la vede dominatrice: i 200 metri stile libero. La Divina di Spinea riesce a lasciarsi dietro due titane del calibro dell’australiana Ariarne Titmus e la svedese Sara Sjöström, virando ai 50m in settima posizione a 27”05, ai 100m in quarta a 56”10, ai 150m in seconda e toccando per prima alla mattonella finale in 1’54”22, il suo miglior crono dopo il suo record mondiale (1’52”98) ottenuto ai Mondiali di Roma 2009 (che tuttora detiene). Il metallo più prezioso coreano va ad aggiungersi alla impressionante bacheca iridata della veneziana, la quale conta ben 8 medaglie, divenendo altresì la 51^medaglia internazionale tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei ed eguagliando l’ungherese Katinka Hosszú e la citata Sjöström con 4 medaglie d’oro nella stessa gara. Il commento della veneta appena uscita dalla vasca «Non ci credo, non ci credo ancora, il tempo è incredibile, mi sentivo bene, mi sentivo come volevo 50 dopo 50. E’ stato fantastico». Difficile risulta di nuovo cercare aggettivi od encomi che possano almeno in parte riuscire a descrivere il senso di ammirazione collettivo che scaturisce nel vedere non tanto la straordinaria continuità di podi internazionali della ventennale carriera dell’atleta veneta, bensì la solida e puntuale capacità di rialzarsi dai momenti negativi che inevitabilmente attraversano la vita di una persona, prima ancora che di una sportiva. Non mi fermerò pertanto ad un semplice e meritato «grazie», ma dirò «brava Federica, hai compiuto pienamente il tuo destino». Non solo tesoro nordestino ed italico della vasca, ma patrimonio di un’epoca per il nuoto mondiale, a ridosso dei fenomeni statunitensi Coughlin e Ledecky.