Il New Times omaggia Treviso

TREVISO. E anche il New York Times scoprì il fascino discreto di Treviso. Sul sito del quotidiano americano è apparso ieri un lungo servizio di James Horowitz, responsabile della redazione italiana e della Città del Vaticano, una delle grandi firme del giornale americano. «La quieta vicina di casa della sovraffollata Venezia», «L’oasi della porta accanto» sono alcune della definizioni che l’inviato dà alla nostra città, esplorata in un momento di pausa da Venezia, tra una riflessione e l’altra sulla dibattuta questione del numero chiuso ai turisti nelle grandi città italiane. Ma è stato un break che ha consentito a Horowitz di scoprire bellezze e monumenti del centro, dai canali dei Buranelli alla Pescheria, dai mulini alla Fontana delle tette, dalle specialità culinarie (il tirami sù, radicchio e Prosecco, bigoi, spritz e fugassa) dalla grande tradizione imprenditoriale del territorio, fino alle saghe sportive, dagli affreschi e all’artigianato (il laboratorio dei Varisco), dagli scorci più remoti e silenziosi alle osterie (Muscoli, Corder, Toni Spin, Odeon), e ai negozi (Morandin). Affascinato dall’acqua – anche sotto il Med ai Battuti, dove ha cenato – Horowitz è rimasto letteralmente folgoratoz dalla Cappella dei Rettori – «il più bel monte dei pegni che ho visto al mondo». Non senza seguire le orme di Grisham al momento di scegliere l’hotel al Focolare in piazzetta Ancilotto. Certo ha avuto anche un Virgilio “speciale”, Horowitz: Antonella Stelitano, responsabile dell’area istituzionale e culturale di Fondazione Cassamarca. (la Tribuna di Treviso)

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