Reportage: le grandi navi nel bacino di San Marco

di Monica La Riviere

Chi non è rimasto impressionato dall’apparizione di mastodontiche navi da crociera oscurando con la loro mole piazza San Marco? Uno dei massimi fotografi italiani, Gianni Berengo Gardin, ha seguito il loro apparire e scomparire all’orizzonte della laguna e la mostra Venezia e le Grandi Navi raccoglie questo reportage fotografico. Una mostra voluta dal Fai per denunciare un turismo invadente e i rischi di una tale vicinanza ai bordi della città d’arte di imbarcazioni che misurano dai 300 metri di lunghezza per 40 di larghezza e 60 di altezza, a meno di quattro anni dal naufragio della Costa Concordia sull’isola del Giglio. La mostra, curata dalla Fondazione Forma per la Fotografia, era prevista a settembre al Palazzo Ducale ma il Sindaco di Venezia Brugnara l’ha bloccata prima, suscitando l’indignazione della popolazione e, a suo malgrado, anche l’interesse della stampa internazionale. Il fotografo: “Lo stop dell’amministrazione mi ha fatto un grande favore perché altrimenti non ci sarebbe stata tutta questa attenzione da parte della stampa”. Nonostante il divieto, la mostra è stata presentata un mese dopo, il 22 ottobre, al negozio Olivetti del Fai in piazza San Marco e rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2016. In concomitanza ne è stata inaugurata una simile a Milano alla Biblioteca del Daverio in collaborazione con la Galleria Contrasto e Teseo Arte dal 3 al 16 novembre 2015. Il rigoroso uso del bianco e nero evidenzia l’assurdo contrasto fra i palazzi antichi e gli alberghi galleggianti tre volte più alti. Dichiara Berengo Gardin: “Ero turbato soprattutto dall’inquinamento visivo. Vedere la mia Venezia distrutta nelle proporzioni e trasformata in un giocattolo, uno di quei suoi cloni in cartapesta come a Las Vegas mi turbava profondamente”. Gardin è nato nel 1930 a Santa Margherita Ligure, ma di famiglia veneziana :”tre generazioni han vissuto grazie a un negozio di vetri in Calle Larga San Marco. Un negozio storico. Ora c’è un bar. Hanno distrutto la bella insegna in mosaico: Berengo Gardin in tessere di vetro” (fonte Contrasto) Sembra che le mostre in corso a Venezia e Milano sulle Grandi Navi abbiano smosso le acque. Il 3 novembre scorso Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, assieme al presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa, è intervenuto alla presentazione del progetto “Tresse nuovo”, la via d’acqua alternativa che permetterà alle navi da crociera di non passare più per il tradizionale tracciato Bacino di San Marco – Canale della Giudecca. Il nuovo canale [di circa un chilometro], la cui realizzazione, ancora in attesa di approvazione dai Trasporti, dovrebbe durare 20 mesi e ammontare a 140 milioni di euro, consentirà alle grandi navi di raggiungere la Marittima grazie a un raccordo tra il Canale Malamocco – Marghera e il Canale Vittorio Emanuele (fonte comune Venezia). Non si può ignorare l’introito economico e i posti di lavoro che procura l’attività crocieristica alla città e al porto, fra i più capienti del Mediterraneo. Ma già le compagnie marittime minacciano di ridurre la loro presenza, fino al 40% dei passeggeri, come ha dichiarato all’indomani della presentazione l’A.D. della Msc Crociere Gianni Onorato: “Non esiste una legge ad oggi che vieta il transito ma non possiamo neanche farci massacrare dall’opinione pubblica – afferma -. A noi non interessa passare per il canale ma vogliamo andare a Venezia che è un patrimonio di tutti”. (fonte Ansa).
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