La storia di Verona diventa museo con il genio di Scarpa

Le opere custodite al museo di Castelvecchio sono, o meglio erano, 622. Ventinove sale di esposizioni di dipinti, sculture, reperti archeologici, armi. Nei «gabinetti specializzati» ci sono circa 90.000 monete e medaglie 2.650 disegni, 8.000 stampe e 800 lastre fotografiche. In deposito poi ci sono 2.500 dipinti, circa 500 fra sculture e bronzi, 800 mobili e arti decorative, 300 armi e 200 collezione etnografiche. Oltre alle sale espositive, al Gabinetto Disegni e Stampe e al Gabinetto Numismatico ci sono direzione, uffici amministrativo e tecnico, archivio generale, fototeca, sala per esposizioni temporanee, punto vendita di cataloghi, laboratori artigianali di sussidio. Il restauro, iniziato alla fine degli anni ’50, ha visto collaborare strettamente il direttore Licisco Magagnato e il progettista Carlo Scarpa sia nel pensare un restauro filologico degli spazi, sia nello scegliere e collocare le opere funzionalmente ed emotivamente più vicine all’idea di museo come opera d’arte totale. Scarpa intervenne a partire dal 1957 con la collaborazione di Arrigo Rudi: era il momento culminante di un progetto di rinnovamento delle sedi museali veronesi voluto e realizzato dal nuovo direttore Magagnato. Si trattava di restaurare il monumento, di curare l’allestimento degli spazi espositivi e il nuovo ordinamento. La prima fase dei lavori comprendeva la sistemazione dell’ala della Reggia, l’antica residenza della famiglia Della Scala la cui costruzione risaliva al Trecento: in quei locali venne allestita, nel 1958, la mostra «Da Altichiero a Pisanello», dedicata al Medioevo veronese. Scarpa creò nuovi percorsi di visita, nuovi collegamenti, passerelle e scale, rifece pavimenti, realizzò l’impianto di riscaldamento, ma soprattutto il nuovo sistema di illuminazione. Il museo venne aperto al pubblico nel 1964, ma i lavori proseguirono ancora per un decennio: la biblioteca fu sistemata nel 1970.
image_pdfimage_print

Be the first to comment on "La storia di Verona diventa museo con il genio di Scarpa"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*