Il gelato artigianale veneto vale 161 mln

VENEZIA. Il gelato artigianale assicura al Veneto un giro d’affari di 161 milioni di euro. C’è, nella regione, secondo Confartigianato Veneto, una gelateria ogni 3.900 abitanti. Al cioccolato o alla panna, alla frutta o con ingredienti più ricercati, sempre più legati alle produzioni tipiche venete come il prosecco il carciofo violetto di Sant’ Erasmo o il mandorlato di Cologna. Al gelato, anche in tempo di crisi, in Veneto, non ci rinuncia quasi nessuno. Le gelaterie artigianali sono 818 su 1.025, impiegano circa 2.500 persone (quasi 4.000 addetti in totale). Analizzando i dati nazionali e regionali, emerge che il Veneto è la regione a maggior vocazione artigiana – tra quelle con almeno 500 gelaterie – con il 79,8% delle imprese che sono artigiane, seguita da Piemonte (77%) e Sicilia (75,7%) e una media nazionale del 71,5%.Quanto al giro d’affari, con una spesa di 161 mln di euro il Veneto è la terza più alta dietro a Lombardia (344 mln) e Lazio (199) mentre in Italia si sfonda la quota di un miliardo e 800 mln. Le famiglie venete spendono, in media, 77 euro per coni, sorbetti e coppette. «Da qualche anno registriamo un aumento costante delle gelaterie artigiane e non – rileva Agostino Bonomo il presidente regionale – a conferma di come i veneti continuino a preferire la qualità e la genuinità del prodotto delle nostre imprese» che hanno inventato centinaia di gusti. A Padova nel 2004 è stato raggiunto il guinness dei primati con 521 gusti certificati. Anche in questo 2018, nelle gelaterie stravincono i sapori classici a fronte dei 600 a disposizione: primeggiano fragola, cioccolato seguiti da nocciola, limone, crema, pistacchio e stracciatella anche se non perdono colpi neanche i sempreverdi tropicana, limoncello, tè verde, arcobaleno o addirittura Loacker. Per chi ha problemi di dieta (1 su 10) c’è il gelato alla soia. In Veneto crescono anche i gusti basati sulle tipicità locali (371 tra Dop, Stg e Igp e prodotti agroalimentari tradizionali) come il prosecco, giuggiole e fregolotta o persino i gusti al formaggio. «Il gelato artigianale – conclude – rappresenta insomma uno dei simboli del food made in Italy la cui produzione merita di essere sostenuta, valorizzata e difesa, anche dagli abusi lessicali come quello in gran voga delle gelaterie self service che si definiscono Agrigelaterie».

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