L’ITALIA : E’ FORTEMENTE RAZZISTA ?

di Giorgio Penzo

Dopo i recenti avvenimenti di Macerata e di tanti altri luoghi che hanno evidenziato una matrice fortemente razzista in tanti strati della popolazione italiana, bisogna dire qualcosa che è spiacevole ma è al tempo stesso incontrovertibile. Storicamente, se pensiamo alle avventure africane di fine Ottocento conclusesi con la disfatta (mai scordata) di Adua, passando attraverso la conquista della Libia, con una guerriglia protrattasi per tanti anni ed avendo come ferale immagine l’impiccagione di Ali Al Muktar, arriviamo alla conquista sanguinosa dell’Etiopia, in cui con i gas mortali i vari Graziani fecero la prova generale del secondo conflitto mondiale. Sono ben conosciute le stragi di Abissini compiute sotto il regime coloniale e le faccette nere delle canzoni non includevano soltanto belle ragazze nude e procaci, ma anche e soprattutto morti impiccati o fucilati. Questo per quanto riguarda il ridicolo colonialismo italiano degli anni ’30, che arriva in Africa quando le altre potenze europee stanno per lasciarla. Sappiamo bene cosa successe in Italia nel 1938, all’atto della promulgazione delle leggi razziali, che volevano cancellare secoli di fertile convivenza con la cultura ebraica in tutti i settori del vivere civile. Un libro e un film come Il Giardino dei Finzi Contini rappresenta molto liricamente la situazione e le frustrazioni degli ebrei che da secoli si ritenevano parte integrante della cosiddetta “civiltà italiana”. Ma questa civiltà, tramite l’esercito e le milizie fasciste, doveva provocare morti e discriminazioni razziste in tutta la Penisola Balcanica, dalla Grecia in su fino alla vicina Slovenia, e vari generali, condannati poi dall’opinione pubblica mondiale, ma non dalla Giustizia italiana del Dopoguerra, si sono dimostrati criminali quanto i famigerati nazisti, alla faccia del famoso luogo comune “Italiani brava gente”. Invece di essere sottoposti ad un tribunale simile a quello di Norimberga, l’hanno fatta franca e sono morti tranquillamente nei loro letti d’infamia. Non solo, ma le loro azioni violente hanno provocato una reazione ancora peggiore da parte dei popoli ex occupati, che nella loro furia vendicativa hanno confuso tutti gli Italiani con i torturatori ed i fascisti ed hanno portato poi alle terribili rappresaglie delle foibe e degli annegamenti nel Mar Adriatico.Dopo tali premesse, in cui ha prevalso un’autoindulgenza, colpevole e criminale, e in cui è passata per decenni la convinzione che gli Italiani fossero alieni da razzismo, eccoci di nuovo ad affrontare una massa di migranti provenienti dall’Africa Subsahariana, e quindi neri, anzi, negri (per dirla con i razzisti dichiarati). Non c’è da stupirsi che tali migranti possano essere attaccati, colpiti, presi a bersaglio da pistoleri improvvisati: tanto a cosa servono? L’Italia non è abituata ad avere tali minoranze, non è né la Francia né l’Inghilterra, piene di riflussi coloniali, per l’Italiano medio, poco acculturato e abbastanza ignorante, il nero rappresenta, appunto, “l’uomo nero”, il “Babau”, colui che ruba, rapina e stupra le donne bianche, cioè le Tue donne. Cosa vogliamo fare a proposito? Anche qui si tratta di un problema di lotta all’ignoranza, che regna sovrana, e quindi bisogna mettere in campo più che provvedimenti statuali, disposizioni di legge che risolvono poco o nulla, oppure dichiarazioni pinguinesche delle forze politiche che difendono esclusivamente se stesse e non i migranti, una difesa spirituale e personale che:

– risenta di un’educazione sana, ricevuta dai propri genitori;

– si interessi alle culture africane dei secoli passati, che vanno studiate con rispetto e con senso di verità storica (ad esempio il regno degli Ashanti, gli imperi dell’Africa Occidentale, le grandi battaglie combattute dagli Zulu contro i Britannici nell’Ottocento);

– tenga conto di un’educazione civica da insegnare nelle scuole, con senso di onestà intellettuale e soprattutto, se mi permettete, quello che è successo a me, cioè biglietto aereo nella mano sinistra, valuta nella mano destra e voglia di visitare i paesi di cui si parla (Niger, Nigeria, Cote d’Ivorie o altri), per constatare de visu la realtà fattuale, senza schermi cinematografici o televisivi.

Questo mi sembra un buon inizio per valutare quello che sta succedendo e per capire il perché del razzismo all’italiana, che esiste e non può essere messo in discussione. Considerato che la soluzione migliore per i migranti è comunque favorire uno sviluppo economico, politico, sociale a casa loro (che sarebbe soltanto un modesto risarcimento di quanto l’Europa ha rubato), esiste una forma di battaglia che ci impegna singolarmente, ed è quella contro il totalitarismo dell’Ignoranza.

image_pdfimage_print

Be the first to comment on "L’ITALIA : E’ FORTEMENTE RAZZISTA ?"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*