FINIS ITALIAE?

di Angelo Paratico 

A margine al congresso di Fratelli d’Italia, tenuto a Trieste, il delegato Massimo Mariotti aveva organizzato un incontro riservato agli italiani all’estero. L’idea era quella di far risorgere il glorioso CTIM creato dal on. Mirko Tremaglia, che avevo avuto l’onore di rappresentante per nell’ estremo Oriente. Ricordiamo che senza on. Tremaglia e il CTIM gli italiani residenti all’estero non avrebbero mai potuto votare. Ricordiamocelo bene tutti. Una quarantina di nostri emigrati avevano partecipato a questo incontro, con l’ex ministro degli Esteri, Terzi di Sant’Agata, che aveva fatto da moderatore. Incaricato da Giorgia Meloni, Terzi è il responsabile per Fratelli d’Italia per i rapporti con gli italiani all’estero.Dopo qualche incertezza iniziale, alcuni dei rappresentati avevano esposto le loro esigenze e le loro speranze, lo stesso avevo fatto io, collegato in Skype da Hong Kong. Il risultato è stato positivo ma, secondo me, non si è andati al nocciolo della questione. Tale nocciolo è: vincere le elezioni a tutti i costi. I problemi legati all’emissione di passaporti, all’erogazione di pensioni, alla scarsa rappresentanza di noi residenti esteri, per quanto importanti, passano in secondo ordine e svaniscono nelle tenebre che stanno per calare. Non è questo il momento di danzare il minuetto, ma piuttosto di organizzarsi per la lotta elettorale. Le elezioni del maggio 2018 saranno decisive per il futuro della nostra Italia così come tutti noi la conosciamo e per la nostra libertà personale, conquistata con il sangue dei nostri padri e dei nostri nonni. Non esagero, non drammatizzo, non calco la mano per motivi personali, e non sono neppure pazzo. Se dovessero vincere i 5stelle, pur nella buona fede della maggioranza di loro, seguirà un lungo periodo di anarchia e tutti correremo il rischio di affondare e, purtroppo, anche la guerra civile non sarà un pericolo da escludere. Italiani, io vi scongiuro, non votateli, anche se conosco i motivi della vostra indignazione e la condivido. Ogni voto dato a loro non è solo sprecato, è anche deleterio, distruttivo, e se non otterranno, come speriamo, la maggioranza giocherà comunque a favore del PD e degli altri partiti di sinistra, meglio organizzati e abituati a barare. Se invece vincerà il PD, continuerà il progressivo strangolamento dell’Italia.

1) Passerà la legge sullo Jus Soli.

2) Verrà introdotta l’eutanasia.

3) Verranno approvate nuove leggi per criminalizzare i nostri industriali e aumenteranno le censure in rete, sulla stampa e in televisione.

4) Crolleranno gli investimenti esteri, che non siano di rapina.

5) Proseguirà la distruzione delle banche nazionali a favore delle oligarchie straniere che profittano di quella assurdità economica che è l’Euro. Non a caso il presidente Trump aveva minacciato la Germania di smetterla di profittare di questa situazione per danneggiare gli altri Paesi. Arriveranno sulle nostre coste milioni di migranti economici, per la gran parte musulmani, che accoglieremo sempre peggio, perché i soldi stanno finendo e che non s’integreranno mai nella nostra società ma creeranno tensioni, entrando in diretta concorrenza con il numero crescente di nostri poveri. Vi pare esagerazioni catastrofiste? Ebbene, non vedete i nostri terremotati nella neve, sotto le tende, mentre gli “spiaggiati di colore” stanno in hotel?  Questo andrà avanti fin quando gli italiani, ridotti allo stremo, accoglieranno i francesi e i tedeschi come se fossero dei liberatori, che esautoreranno i nostri governanti, spacciandosi per nostri salvatori. Corsi e ricorsi della storia: sarà un po’ come con Carlo VIII di Francia nel 1494 accolto a braccia aperte dai nostri antenati. Se non vinceremo queste elezioni ci ridurremmo a essere un paese di calzolai, di sarti e di lacchè. L’unica speranza nostra è una vittoria chiara e inequivocabile del centrodestra, nonostante tutte le giuste remore che molti fra di noi nutrono. Non appena la destra sarà al governo dovrà liberarci dallo strangolamento dell’euro, che non ci lascia margini di manovra, dovremo sfilarci con una legge del Parlamento, senza alcun referendum e inoltre dobbiamo subito sospendere il trattato di Dublino. Tutti i capi partito del centrodestra devono smettere di far polemiche e unirsi, per far fronte comune. L’alternativa può solo essere la fine della nostra Italia. Perché qui si rifà l’Italia o si muore

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