SANTA LUSSIA A VERONA UNA FESTA CHE VIENE DA LONTANO

di Wally MASSIMO
Non c’è bambino in terra scaligera che non conosca Santa Lucia. Ma perché in veronese si dice Santa Lùssia e non Santa Lussìa? Una ragione ben precisa c’è. Il noto storico  di cultura veronese , il prof. Giovanni Rapelli, ce la spiega così. La parola dialettale Lùssia deriva direttamente dal latino  e le lingue erano  coeve, anche se una era la lingua del popolo e l’altra  la lingua del clero e delle classi più erudite. Infatti in latino il femminile di Lucio era Lùcia.  In Sicilia orientale  (la Magna Grecia, con le città di Messina, Catania, Ragusa e Siracusa) invece il nome della santa siracusana veniva pronunciato Lucìa perché in greco questo nome  si pronunciava Luchìa.  La festa di Santa Lucia è diffusa in molte regioni italiane e nei paesi del Nord Europa, ma perché nel veronese si tributa una così grande importanza a questa santa? Secondo una antica leggenda, a Verona, verso il XIII° secolo si era diffusa una grave e incurabile epidemia di “male agli occhi” che colpiva in particolare i bambini. Durante un autunno di stenti e carestia i bambini cominciavano ad ammalarsi di una congiuntivite purulenta che sembrava portarli alla cecità.  Era una malattia contagiosa e derivava anche dalla cattiva e insufficiente alimentazione che li affliggeva con lo scorbuto e che la poca igiene peggiorava. Già allora si sapeva che la dieta andava arricchita con frutta fresca o secca.  Intanto i ricchi mandarono ai bambini miele e frutta. I preti consigliarono una novena a Santa Lucia per chiedere la grazia della guarigione, con un pellegrinaggio a piedi scalzi e senza mantello, fino alla chiesa di Sant’Agnese, dedicata alla martire siracusana, situata dove oggi c’è la sede del comune Palazzo Barbieri. Il freddo però spaventava i bambini e non volevano partecipare al pellegrinaggio. Allora i genitori promisero loro, che se avessero ubbidito, la Santa avrebbe fatto trovare, al loro ritorno, tanti doni. I bambini accettarono, l’epidemia si esaurì e da quel momento in poi è rimasta la tradizione di portare in chiesa i bambini, per la benedizione degli occhi, il 13 dicembre. Ancora oggi, la notte del 12 dicembre, i bambini aspettano Santa Lucia che porta loro gli attesi regali a bordo di un asinello volante.  I “banchetti” di Santa Lucia in piazza Bra ancora oggi sono là per perpetuare questa tradizione per la gioia di grandi e piccini.
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1 Comment on "SANTA LUSSIA A VERONA UNA FESTA CHE VIENE DA LONTANO"

  1. lia roncolato | 13 Dic 2017 at 18:24 | Rispondi

    Santa Lussia ,el freddo crussia!!

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