Carta della Valpolicella: il galvanometro della terra amata da Dante

    di Enrico Andreoli

Dall’estate 2016 un nuovo biglietto da visita è disponibile in una delle vallate più affascinanti al mondo, a nord di Verona. Si tratta della «Carta della Valpolicella», una carta topografica concepita per escursionisti e turisti, completa di tutte le indicazioni possibili e stampata su un innovativo materiale, il Polyart, antistrappo e resistente all’acqua. Nata dalla collaborazione tra la società Cooperativa Gestione Verde (Cogev) di Verona e Nature Dynamics di Trento, rappresenta il frutto della acquisizione Gps dei dati geografici riguardanti i sentieri, la rete di strade forestali e tratturi, i punti di interesse artistico e culturale, di accoglienza e gli edifici nel territorio non urbanizzato. I dati, una volta raccolti sul terreno da tecnici specializzati, vengono elaborati e gestiti in un Geodatabase. Una nuova generazione di mappe planimetriche, stampate e digitali, altamente precise ed affidabili che possono essere reperite sia nei negozi che online.I rilievi sono stati effettuati dal Professor Raffaele Barbetta e Alessandro Pozzani della Cogev, ripercorrendo le strade ed i sentieri della Valpolicella. «Un tema particolare» spiega Barbetta «che ovviamente non si trova in carte topografiche relative ad altre zone, è quello delle ville storiche e di valore architettonico e paesaggistico. Vi sono riferimenti poi per l’alloggio e la ristorazione, i luoghi di interesse turistico (chiese, oratori, capitelli, fontane, aree di sosta, parcheggi), archeologico e i punti panoramici». Vengono riportati inoltre i sentieri Cai aggiornati come quello della Valsorda, con annesso ponte tibetano, quello storico di Negrar o la rete sentieristica della Valpolicella realizzata dalla Comunità Montana della Lessinia. Non mancano i luoghi adatti allo sbarco ed imbarco delle canoe e i tratti pericolosi per la discesa lungo l’Adige, mentre il retro della Carta è dedicato alla rappresentazione con fotografie dei siti di principale interesse della “Valle”, denominati «Le sette meraviglie». Da segnalare infine la collaborazione tra i ‘redattori’ del nuovo strumento e l’Associazione dei produttori Le Famiglie dell’Amarone d’Arte, la quale ha contribuito alla realizzazione del progetto, per la valorizzazione della ben nota “ottava” meraviglia locale, il vino. Una nuova ‘bussola’ ora si stanzia nella terra amata da Dante Alighieri, nella veste di esule da Firenze, per celebrarla e far sì che tale sconfinata ‘apertura vallesca’ così gravida di «rubine passioni» bacchesce (e non solo) riverberi la sua fama in infiniti angoli del nostro amato Veneto e (più in là) venerando Pianeta
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