Francesi a Treviso per studiare il prosecco

TREVISO. «Perché i francesi hanno iniziato a bere prosecco, anziché champagne?». Decisa a risolvere questo dubbio amletico, una troupe di TF1 (il primo canale della televisione francese, l’equivalente della nostra Raiuno) è sbarcata ieri tra le colline di Crocetta del Montello per curiosare tra i filari di Villa Sandi. E cercare di capire le ragioni del boom nell’export delle bollicine di Marca, che mette a serio rischio lo storico predominio dello champagne sui mercati. La giornalista Hélène Grégoire e il suo cameraman, che costituiscono la troupe di TF1 specializzata nella realizzazione di servizi di informazione su agricoltura, vino e cibo, dopo essere atterrati nel Trevigiano – e favoriti da una splendida giornata di sole – hanno visitato il quartier generale e le tenute di Valdobbiadene del Gruppo Villa Sandi per spiegare ai telespettatori il successo di un vino diventato il principale competitor dello champagne sui mercati di tutto il mondo. Il servizio sarà quindi trasmesso nei prossimi giorni sui piccoli schermi di milioni di famiglie francesi. «Questa visita mi ha fatto piacere e credo sia un bel segnale per chiunque produca prosecco» ha detto Giancarlo Moretti Polegato, presidente di Villa Sandi, «l’interesse dimostrato dal più importante media francese nello studiarci è un’ulteriore conferma di successo. Vendere bollicine ai francesi è da sempre un obiettivo ambizioso per ogni produttore italiano di vino. Quasi un sogno che si sta finalmente realizzando grazie al gradimento che questo prodotto riscontra tra i consumatori d’Oltralpe». Per quanto riguarda le vendite di prosecco in Francia, nel 2015 e 2016 i dati aggregati rilasciati dai Consorzi hanno registrano crescite sostenute, che continueranno nell’anno in corso. Il Gruppo Villa Sandi nei primi 10 mesi del 2017 ha registrato una crescita del fatturato pari al 56 per cento in Francia. La troupe francese non è peraltro l’unica ospite d’Oltralpe dei vigneti trevigiani: sono sempre di più, secondo i dati forniti dai Consorzi di Tutela, anche i turisti che arrivano dalla Francia.

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